<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-26951839</id><updated>2011-12-14T04:57:56.675+01:00</updated><title type='text'>il Giornal8</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Fa85bio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>30</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-26951839.post-116249976772424730</id><published>2006-11-02T21:30:00.000+01:00</published><updated>2006-11-02T21:36:08.096+01:00</updated><title type='text'>Stern: il mondo è ammalato</title><content type='html'>Pubblico pari pari la notizia ANSA, più avanti cercherò ulteriori informazioni su tale rapporto. La questione sul tavolo è la sopravvivvenza del pianeta, di noi di conseguenza. Da troppo tempo sappiamo che stiamo distruggendo la vita, non servono pagliativi, bisogna cambiare stile, il tempo stringe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - LONDRA, 30 OTT - La Gran Bretagna vuole essere al primo posto nella lotta globale ai cambiamenti climatici per evitare quella che, secondo un rapporto redatto dall'autorevole economista britannico Nicholas Stern, potrebbe diventare una catastrofe non solo per l'ambiente, ma anche per l'economia globale. Oggi, durante il suo intervento alla presentazione del rapporto, il premier britannico Tony Blair ha definito i risultati dello studio di Stern (ex capo economista della Banca Mondiale) un ''campanello d'allarme per tutti i paesi del mondo'' che mette in guardia contro ''un disastro che si verifichera' non in un futuro da fantascienza, ma durante la nostra vita''. ''Il rapporto di Stern - ha sottolineato il primo ministro - ha fatto un lavoro cruciale. Ha distrutto le ultime argomentazioni in favore di una mancata azione nei confronti dei cambiamenti climatici. Ora sappiamo che una serie di provvedimenti urgenti serviranno a prevenire una catastrofe e che l'investimento in questo tipo di prevenzione verra' ripagato di molto''. Secondo il rapporto - il primo contributo al dibattito sul clima dal punto di vista di un economista e non di uno scienziato - il surriscaldamento del pianeta rischia di devastare l'economia mondiale, determinando una crisi ''peggiore di quella della Grande Depressione del 1929 o delle due guerre mondiali''. In mancanza di rapidi interventi per tagliare le emissioni di anidride carbonica - sottolinea infatti Stern - i costi per l'economia mondiale saranno intorno all'1% del pil globale l'anno fino al 2050, una cifra colossale intorno ai 12 mila miliardi di euro. Impressionanti anche i costi sociali legati all'inaridimento di interi paesi, che potrebbe portare, di qui al 2100 a circa 200 milioni di profughi. Il cancelliere dello Scacchiere Gordon Brown - anche lui intervenuto alla presentazione dello studio - ha dichiarato che la Gran Bretagna guidera' la risposta internazionale al problema del surriscaldamento globale. Al fine di creare ''un'economia globale a basso consumo'', ha detto il ministro, Londra si fara' promotrice per l'introduzione di un nuovo obiettivo europeo di riduzione delle emissioni, al 30% entro il 2020 e al 60% entro il 2050. Il cancelliere vorrebbe inoltre che il piano europeo venisse ''collegato'' anche ad altri Paesi attraverso un sistema di quote in grado di stabilire un prezzo globale per le emissioni e che entro il 2010 il 5% delle automobili del Regno Unito venga alimentato con biocombustibili. I paesi industrializzati, ha detto, dovrebbero inoltre stabilire accordi commerciali con Brasile, Papua Nuova Guinea e Costa Rica al fine di garantire una deforestazione sostenibile e collaborare con la Cina per sviluppare tecnologie a carbone pulite. La Gran Bretagna introdurra' infine una serie di tasse ecologiche - dagli aumenti delle accise sulla benzina a tasse su chi viaggia in aereo - gia' annunciate dal ministro dell'Ambiente David Milliband. ''Nel ventesimo secolo le nostre ambizioni economiche a livello nazionale erano duplici: la crescita economica e l'occupazione. Ora nel ventunesimo secolo e' chiaro che il nostri obiettivo deve essere triplice: crescita, occupazione e salvaguardia ambientale'', ha detto Brown, sottolineando come la sfida ambientale rappresenta inoltre un'opportunita' per ''nuovi mercati, nuovi posti di lavoro, nuove tecnologie, nuove esportazioni, nell'ambito delle quali le aziende, le universita' e le associazioni britanniche possono guidare il resto del mondo''.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Nelle quattro foto che riporto qui sopra presento alcuni protagonisti della 15a Maratonina di Mantova svoltasi domenica 8 Ottobre 2006. Nell'ordine Fabrizio(107), Francesco(433), Andrea(60) e Matteo(525). Francesco sono io, Matteo è il mio mitico amico, Fabrizio è il babbo di Matteo, Andrea l'ho conoscuiuto gare facendo.&lt;br /&gt;Lo sport per me è la vita. La corsa è la mia energia. Le persone con cui corro, per cui corro, le paure da cui scappo e i sogni che inseguo sono la ragione del mio insistere nella vita. La corsa è il mio sfogo nei momenti bui. La corsa è la mia esaltazione nei momenti meno bui. La corsa è una fonte di relazioni con le persone che mi accompagnano, che incontro per caso, con cui condivido i momenti di svago, di fatica, di concentrazione. La corsa è una fonte di conoscenza per i pensieri che si plasmano nella mente mentre corro.&lt;br /&gt;Così è lo sport, lontano dalle care vette e ventosi passi che tanto agogno in ogni respiro di questa avventura.&lt;br /&gt;Le faccende della vita talvolta mi allontanano, mi impegnano, mi rubano momenti di puro sport e rilassamento. Ma non perdo mai di vista la mia passione, ciò che diventa il mio premio dopo una giornata di studio o di lavoro, ciò diventa la mia cura e la mia felicità nei giorni di solitudine o di malattia.&lt;br /&gt;La competizione l'ho abbandonata nel 2002, finito il capitolo ciclistico. Non ho mai abbandonato la bicicletta. La competizione è importante fino a che resta divertente. Così ora sfido me stesso all'impegno costante. Mi sfido quando cammino per 8 ore fra le montagne senza resa, fino  a raggiungere uno sperduto bivacco. Mi sfido quando corro per 20 km dimenticando la fatica e percependo la soddisfazione e l'armonia dei boschi, delle ciclabili, dei torrenti. Mi sfido quando in bicicletta arranco in salita verso il p.sso Gavia cercando la rotondità della pedalata e la profondità degli stimoli.&lt;br /&gt;Non c'è condizione climatica che mi spaventi, ogni raggio di sole, goccia di pioggia, neve, grandine, nebbia mi affascina, mi esalta.&lt;br /&gt;Questo è lo sport, per me, e forse ho tralasciato qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps: grazie infinite a tutti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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La madre terrorizzata per quanto accaduto alla figlia corse per le strade, urlando «Ma - ffia, Ma - ffia!» ovvero «mia figlia, mia figlia». Il grido della madre fu ripetuto da altri, e da Palermo il termine si diffuse in tutta la Sicilia. Il termine mafia che diventò così parola d’ordine del movimento di resistenza, ebbe quindi genesi dalla nobile lotta dei siciliani.&lt;br /&gt;Nel caso in cui il termine derivasse dal toscano, sarebbe entrato nell'uso popolare in Sicilia subito dopo l'Unità d'Italia nel 1862, subendo il fenomeno dell'affievolimento fonetico, come altre parole toscane entrate nell'uso siciliano, per cui "macchina" diventa màchina, "malattia" malatìa, e "mattino" matinu; e servì ad indicare sia l'organizzazione segreta delle classi popolari, che proprio nella "mafia" di allora trovavano la difesa contro lo strapotere delle classi dominanti; sia la braveria e l'ostentazione vistosa, tipica dei "mafiosi" di allora. Ed ancor oggi, in Sicilia, l'aggettivo qualificativo "mafiusu" viene utilizzato anche per indicare qualcosa di incredibilmente vistoso o costoso: un vestito elegante o un'auto prestigiosa sono "un vistitu mafiusu, 'na màchina mafiusa", perché anticamente il popolo vedeva nel mafioso d'allora il suo difensore poiché accomunava l'idea di giustizia sociale con quella dell'avvenenza e della prestanza fisica.&lt;br /&gt;Secondo lo storico delle tradizioni popolari Giuseppe Pitrè il termine era in uso nel gergo di un rione popolare di Palermo ed era sinonimo di bellezza e di audacia.&lt;br /&gt;L'espressione mafia diviene un termine corrente a partire dal 1863, con il dramma I mafiusi di la Vicaria di Giuseppe Rizzotto e Gaetano Mosca, che ebbe grande successo e venne tradotto in italiano, napoletano e meneghino, diffondendo il termine su tutto il territorio nazionale.&lt;br /&gt;In questo dramma il mafiuso è il camorrista, il guappo, l'"uomo d'onore", l'individuo cioè che aderisce a un sodalizio che si contrappone alle istituzioni e che ostenta coraggio e superiorità. Di "Mafia, o associazione malandrinesca" fa menzione un documento riservato firmato dall'allora prefetto di Palermo Filippo Gualtiero, nell'aprile del 1865.&lt;br /&gt;Negli anni Sessanta dell'Ottocento inizia comunque la fortuna del termine, che anche in documenti ufficiali, ad esempio nelle comunicazioni di funzionari dello stato, indica, oltre che un'associazione a delinquere, un comportamento estesamente diffuso nella società siciliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;da Wikipedia&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/26951839-115037032887174925?l=ilgiornal8.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/feeds/115037032887174925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=26951839&amp;postID=115037032887174925' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/115037032887174925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/115037032887174925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/2006/06/samuel.html' title='Samuel'/><author><name>Marmottino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03594751017479554174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-26951839.post-114986795422511258</id><published>2006-06-09T17:37:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T17:45:54.606+02:00</updated><title type='text'>...privilegi...</title><content type='html'>Sull'Espresso di qualche settimana fa, un articoletto spiega che, recentemente, il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma che strano!?) un aumento di stipendio per i parlamentari, di circa euro 1.135 al mese. Inoltre, la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;STIPENDIO: Euro 19.150&lt;br /&gt;STIPENDIO BASE: Euro 9.980&lt;br /&gt;PORTABORSE: Euro 4.030 (generalmente parenti o familiari)&lt;br /&gt;RIMBORSO SPESE AFFITTO: Euro 2.900&lt;br /&gt;INDENNITA’ DI CARICA: tra Euro 335 ed Euro 6.455&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TUTTO ESENTASSE!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;più&lt;br /&gt;TELEFONO CELLULARE Gratis&lt;br /&gt;TESSERA DEL CINEMA Gratis&lt;br /&gt;TESSERA TEATRO Gratis&lt;br /&gt;TESSERA AUTOBUS – METROPOLITANA Gratis&lt;br /&gt;FRANCOBOLLI Gratis&lt;br /&gt;VIAGGI AEREI NAZIONALI Gratis&lt;br /&gt;CIRCOLAZIONE su AUTOSTRADE Gratis&lt;br /&gt;PISCINE e PALESTRE Gratis&lt;br /&gt;TRENI Gratis&lt;br /&gt;AEREO DI STATO Gratis&lt;br /&gt;AMBASCIATE Gratis&lt;br /&gt;CLINICHE Gratis&lt;br /&gt;ASSICURAZIONE INFORTUNI Gratis&lt;br /&gt;ASSICURAZIONE DECESSO Gratis&lt;br /&gt;AUTO BLU CON AUTISTA Gratis&lt;br /&gt;RISTORANTE Gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in Parlamento, mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (per ora!!!). Circa 103.000 euro li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per coloro che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera (es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio). La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO. La sola Camera dei Deputati costa al cittadino Euro 2.215 al MINUTO !!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sta promuovendo un referendum per l'abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari. Queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i mass media rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Domenica 21 maggio 2006 il Montenegro ha votato "si" al referendum per l'indipendenza dalla Serbia. Ha votato l'88% degli aventi diritto di cui il 55,4% ha detto "si". I "si" dovevano superare il 55% (soglia imposta dall'unione europea) per il buon esito della votazione, così è stato.&lt;br /&gt;Come non ricordare la sanguinosa guerra che ha coinvolto la zona dei balcani negli anni '90 e che ha visto lo stato jugoslavo sgretolarsi a colpi di arma da fuoco. Bene, dopo l'odio, razziale, religioso, etnico... che ha portato alla nascita di nazioni come Slovenia, Croazia, Bosnia Erzegovina, Serbia Montenegro, ora, finalmente, lo stato montenegrino è nato a colpi di voto. Il voto, che è lo strumento democratico per eccellenza, ha finalmente sostituito la guerra. Viva la democrazia e viva la Libertà!&lt;br /&gt;L'euforia si placa quando mi giungono notizie dalla Somalia, altro paese che da qualche giorno ha ridisegnato la propria carta politica. La Somalia non era occupata da truppe straniere, non era una regione che voleva l'indipendenza dallo stato centrale, nulla di tutto questo. La Somalia era vittima della guerra civile fra musulmani e non musulmani, o se preferite, fra fondamentalisti islamici e civili. In Somalia la situazione si è risolta con la vittoria dei fondamentalisti islamici che hanno sconfitto la precedente classe dirigente a colpi di arma da fuoco. Ora in Somalia, anche in Somalia, scompare la legge e compare la Sharìa.&lt;br /&gt;Due nazioni, Montenegro e Somalia, e due giorni dell'indipendenza, una conquistata col voto democratico di liberi cittadini e l'altra conquistata uccidendo i fratelli somali. Due nazioni, da questo punto di vista, agli antipodi. In Montenegro vince la civiltà democratica, lo sconfitto non muore, non si sparge sangue di innocenti e la sera i giovani montenegrini sfilavano per Podgorica come se avessero vinto i mondiali di calcio(per intenderci). In Somalia vince l'odio e la distruzione, somali uccidono somali, e la libertà continua a non esistere in quell'area e la sera gli squadristi fondamentalisti islamici girano armati per le strade polverose ad assicurarsi che non sia sopravvissuto nessuno. Ora il Montenegro si appresta a entrare a far parte dell'ONU, si appresta ad accogliere turisti numerosi sulle coste adriatiche che in Montenegro si presentano frastagliate e rigogliose, si appresta insomma a valorizzare tutto il suo patrimonio artistico e culturale nella pace e nell'equilibrio geopolitico appena conquistato. Ora la Somalia si appresta a subire la legge islamica e a reprimere gli oppositori al regime in attesa, probabilmente, di una prossima guerra civile. Viva la democrazia e viva la Libertà!&lt;br /&gt;Qual'è l'Indipendence day? Chi è davvero indipendente ora?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.&lt;br /&gt;Per tornare in europa ricordo che il 18 Giugno la Spagna vota il referendum per lo statuto della Catalogna mentre il 25 e 26 Giugno tocca all'Italia votare pro o contro il federalismo.&lt;br /&gt;Questa voglia di indipendenza per altro invade anche la Francia, la vicina Francia che per definizione è "stato unitario e centralizzato".&lt;br /&gt;Tanti piccoli Indipendence day caratterizzano quindi l'Europa dei popoli, tanti referendum e tanta democrazia che ci siamo guadagnati in secoli di conflitti. Purtroppo la maggioranza dei nostri governanti vede l'Europa ma non vede i popoli dell'Europa, la maggioranza dei nostri governanti non vuole esportare la democrazia ma preferisce importare la Sharìa (cancellando secoli di storia).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Ho visto la Juventus alzare al cielo la coppa del loro 29esimo scudetto e ho visto tifosi impazziti cercare l'invasione di campo. Al punto che mi son chiesto se questa gentaglia sia al corrente degli scandali sollevati dalle intercettazioni  telefoniche. Ho perfino sentito un giocatore, Del Piero, che un pochino stimavo, dire in un'intervista per un noto programma sportivo che ora è il momento per festeggiare e non il momento per riflettere. Ma se vi fermaste tutti a riflettere pochi secondi vi rendereste conto che non c'è motivo per festeggiare.&lt;br /&gt;Lasciatevelo dire da un interista, uno che di sconfitte se ne intende, che questo scandalo, le intercettazioni, la non ultima inchiesta sul doping, è la più grande sconfitta che una squadra di calcio possa meritarsi. E ve la meritate tutta, la sconfitta, e mica solo gli juventini (mi scuseranno se ho preso loro ad esempio) ma tutti i mangiasoldi che militano nelle squadre coinvolte.&lt;br /&gt;Il signor Moggi dovrebbe vergognarsi anche dell'intervista rilasciata in cui annuncia le proprie dimissioni e si piange adosso, “mi hanno ucciso l'anima” ha detto il Moggi col sorriso stampato sulle labbra. Ma il povero Moggi mi pare più preoccupato per il suo portafogli che non per la sua anima, quella pure deve averla venduta al miglior offerente.&lt;br /&gt;Devo precisare che non è ancora stata emessa alcuna sentenza, ma le intercettazioni e i sequestri di persona e quant'altro sono veri e testimoniati. Ora viviamo in un mondo dove può capitare che molti reati non vengano puniti adeguatamente quindi preferisco basarmi sui fatti e non sulle sentenze per farmi un'opinione di ciò che accade. Quindi sappiate che indipendentemente dalle sentenze dei giudici le mie sentenze di colpevolezza restano tali.&lt;br /&gt;Dunque la colpevolezza è relativa, gli stessi tifosi juventini, in piccoli e sparuti gruppi (perfortuna piccoli e sparuti) giustificano gli illeciti pur di tenere alto il nome della loro squadra del cuore. Ma una cosa è effettiva e oggettiva: c'è stata una palese invasione di campo. Non parlo dei tifosi che scavalcano le transenne per entrare sul terreno di gioco. Parlo dei soldi, troppi, che hanno invaso, assalito, deturpato, razziato, lo sport (in questo caso il calcio).&lt;br /&gt;Vi parlo da interista che in quanto tale ha visto e vede giocatori scarsissimi come Ronaldo, Vieri, l'Adriano degli ultimi due anni, giocatori imbottiti di paste (i dolci, s'intende) che scendono in campo col doppio mento e la pancia esagerata e non riescono a fare nemmeno uno scatto, pagati fior di milioni (in euro). E già il viziare i giocatori in questa maniera mi fa girare gli ermenicoli, figuratevi il viziare le partite, i campionati, le schedine del totocalcio, le designazioni arbitrali, le convocazioni in nazionale. E quel tipo al Bar lo sapeva, l'ha sempre detto, al Bar la verità e lo scandalo sono palesi da tempo. Siamo all'invasione dei soldi, della corruzione, un'invasione di campo che non fa sconti a nesuno. Il calcio è morto, le società sportive (es. Roma e Juve, oh la Juve c'è sempre) sono società per azioni, i calciatori sono delle puttane che si vendono al miglior offerente, gli arbitri sono... per definizione sono cornuti... alcuni sono quanto meno venduti, venduti davvero. Stop. Mi ci vuole un una pausa se no mi infervoro.&lt;br /&gt;Ora è più facile spiegare anche lo stra potere della Juve nel campionato italiano e lo stra schifo della Juve nelle competizioni europee. Perché in Champion's Moggi ancora non era arrivato, perfortuna.&lt;br /&gt;Chiudo con dei puntini di sospensione in attesa degli sviluppi della triste vicenda...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ps: ai tifosi interisti, alla curva nord, ragazzi, ma volete vedere che il buon vecchio Moratti è l'unico con la coscenza a posto... ho scioperato anch'io in curva, ho protestato anch'io, ma forse mi devo ricredere su quell'uomo, non è colpa sua se non vinciamo mai... incrociamo le dita e... NON MOLLIAMO MAI!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Quattro sono i punti cardine su cui vorrei fissare la riflessione: i valori cristiani, la famiglia, l'amore, la vita. Leggiamoci intanto qualche trafiletto della lettera:&lt;br /&gt;1)”Auspico che ella possa esercitare con ogni buon esito il suo alto compito, invoco sulla sua persona la costante assistenza divina per una illuminata ed efficace azione di promozione del bene comune nel solco degli autentici valori cristiani che costituiscono il mirabile patrimonio del popolo italiano”;&lt;br /&gt;2)”la comunione di vita e di amore che è il matrimonio si configura come autentico bene per la società(...) evitare la confusione con altri tipi di unioni basate su un amore debole si presenta oggi come una speciale urgenza. Solo la roccia dell'amore totale e irrevocabile fra uomo e donna è capace di fondare la costruzione di una società che diventi una casa per tutti gli uomini”;&lt;br /&gt;3)”il matrimonio e la famiglia sono radicati nel nucleo più intimo della verità sull'uomo e sul suo destino. La Sacra Scrittura rivela che la vocazione all'amore fa parte di quell'autentica immagine di Dio che il Creatore ha voluto imprimere nella sua creatura, chiamata a diventargli simile proprio nella misura in cui è aperta all'amore”;&lt;br /&gt;4)”La differenza sessuale che connota il corpo dell'uomo e della donna non è dunque un semplice dato biologico, ma riveste un significato ben più profondo: esprime quella forma dell'amore con cui l'uomo e la donna, diventando una sola carne, possono realizzare un'autentica comunione di persone aperta alla trasmissione della vita e cooperano così con Dio alla generazione di nuovi esseri umani”.&lt;br /&gt;Intanto è meglio chiarire che non sono un uomo della Chiesa ma piuttosto sono un ateo cristiano(così si definisce la mia scrittrice preferita: Oriana Fallaci) cioè non credo in dio ma credo nei buoni consigli che stanno in alcune “sacre scritture”. Detto questo mi tocca ricordare che la società europea nel suo trattato costituzionale si è scordata di inserire riferimenti espliciti ai valori del cristianesimo, che alcuni paesi europei già sperimentano unioni di fatto diverse dal matrimonio tradizionale(quello fra un uomo e una donna), che già si discute sull'adozione di figli da parte di coppie omosessuali, che i flussi migratori hanno portato(riportato) in Italia culture religiose diverse dal cristianesimo per cui si prospetta una complicata convivenza, che la compagine dell'Unione(in Italia, coalizione di sinistra) ha già in mente di trasformare la famiglia tradizionale colorandola di omosessualità, e perché no di poligamia.&lt;br /&gt;Ricordo anche che lo stato italiano è laico, ovvero salvaguarda ogni credo religioso nel rispetto reciproco fra esseri umani(si spera) ma quanto meno mi tocca ricordare che questo senso di laicità, lo stesso termine “laico”, è di derivazione cristiana, è frutto di secoli di storia che dall'Inquisizione sono sbarcati sino ai giorni nostri. Vero che siamo passati per la vergognosa strada dell'Inquisizione è anche vero che ora siamo un popolo di persone civili che porta nel cuore gli insegnamenti di quel Gesù di Nazaret a cui un medio librio di storia dedica forse 2 o 3 righe. Quali sono questi insegnamenti è presto detto: l'Amore è il più grande insegnamento che ci tramandiamo da secoli. L'Amore che nasce dall'attrazione fra uomo e donna e sfocia nel mare della Vita. Un Amore che è l'unica via che immagino per un futuro di Pace, e un Amore che va però costantemente stimolato, il rischio è altrimenti la perdita dell'Amore stesso, la morte dell'uomo. Una Vita che naturalmente scaturisce fra uomo e donna e una vita che va coltivata, stimolata anch'essa con il buon esempio e insegnamento dei genitori in primis e poi del gruppo di amici, dalla scuola, dallo sport e, per che no, anche da luoghi come i nostri oratori. Questo è il messaggio del papa e subito dopo una mia minuscola riflessione in cui spero di non essermi sbilanciato troppo. Tornerò presto su questi temi.&lt;br /&gt;Pace e Amore a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Eravamo in aereoporto con destinazione Santo Domingo. Non stavamo andando in vacanza, stavamo scappando. Non eravamo ricercati dalla polizia, eravamo stanchi di questo mondo autodistruttivo, del nostro percorso obbligato per cui ci saremmo laureati e poi avremmo trovato un lavoro e poi ci saremmo accorti di essere schiavi di una società del consumo, dell'economia, dei soldi ad ogni costo, del divertimento come distrazione dalla realtà. Erminia era con me da alcune settimane e aveva fatto appena in tempo a conoscere un mio amico e la sua fidanzata che erano partiti per una vacanza a Santo Domingo. Il mio amico e la sua fidanzata non sono più tornati in Italia. Io ed Erminia li stavamo raggiungendo, loro ci aspettavano ed era da tempo che ci esortavano a raggiungerli. Matteo e Sara, così chiamerò nel racconto il mio amico e la sua fidanzata, hanno aperto un bar sulla spiaggia, hanno fatto un investimento di poche centinaia di euro ed ora vivono a due metri dal mare, hanno una piccola barca, hanno il bar che grazie al turismo (soprattutto italiano) permette loro di guadagnare qualche soldo. Stanno in un paradiso terrestre, a gratis, al sole, al mare (e che mare...), ogni tanto ci sentiamo e sempre ci invitano a stare da loro. Avremmo di che vivere tutti e quattro. Erminia era eccitatissima all'idea anche se era molto legata alla sua famiglia, e questo ogni tanto la turbava, mi disse che era il sogno della sua vita vivere su un'isola deserta (che poi Santo Domingo non è nenche tanto deserta ma rende l'idea), e poter realizzare quel sogno in mia compagnia era molto eccitante. Effettivamente, qui mi trattengo qualche pensiero, anche per me andare a vivere a Santo Domingo con Erminia (e passare il giorno in barca e la notte in spiaggia... con Erminia) sarebbe stato il sogno di una vita. Sembrava di vivere quelle scene da film, quelle che credevo irrealizzabili e invece erano più semplici di quanto pensassi.&lt;br /&gt;Io e Matteo era da tempo che avevamo messo da parte un gruzzoletto di qualche migliaia di euro per andarcene via. Inizialmente eravamo quattro amici, poi due non riuscirono a tagliare il cordone ombelicale e rinunciarono alla “gita”. In seguito Matteo conobbe Sara, un'altra strabella ragazza e dopo 2 anni che facevano coppia fissa partirono. Matteo però sapeva bene che io non avevo mai rinunciato all'idea di andarmene dall'Italia e così quotidianamente mi stuzzicava all'idea di raggiungerlo là, in quel paradiso terrestre.&lt;br /&gt;Mancava mezz'ora alla procedura di imbarco, vi lascio pensare cosa ho combinato. Sono l'uomo sbagliato, lo dico sempre o lo lascio intendere alle malcapitate che vivono con me per qualche tempo. Sono l'uomo sbagliato. Mi ricordo che le dissi testuali parole: “Erminia, my darlin, sono l'uomo sbagliato”.&lt;br /&gt;Ricordo la sua espressione come fosse qui ora, aveva capito che mi stavo tirando indietro, ma avevamo già i biglietti, Matteo e Sara ci aspettavano, l'insicurezza mi sarebbe passata una volta sbarcati in quel lontano angolo di mondo. Così credeva lei. Mi disse: “cos'hai, sei il solito deficiente, sono già abbastanza agitata da sola, non tirarmi fuori la storia dell'uomo sbagliato...”.&lt;br /&gt;Ma io continuai: “ma stiamo scappando, perché scappiamo?”.&lt;br /&gt;Ed Erminia ribatté: “Frà, non stiamo scappando, siamo fatti per stare insieme, e stiamo realizzando un sogno insieme, è difficile da capire? qui non c'è posto per noi, ti devo ricattare con quel giochino che ci piace fare quando...”.&lt;br /&gt;La frenai: “frena, frena Minny, non puoi ricattarmi così, io parlo sul serio, noi scappiamo perché questo mondo ci fa schifo, e allora? Credi che questo mondo malato sia confinato qui, è questione di tempo, questo stile di vita, questo mondo che ci fa schifo arriverà anche sulla nostra isola...”.&lt;br /&gt;Erminia si mise a ridere: “e chi se frega, hai solo una vita da vivere, e per ora so che qua si sta da schifo e là, dove andiamo noi ora, vivremo una vita da favola”.&lt;br /&gt;Continuò: “chi se ne frega se poi fra cent'anni anche là asfalteranno la spiaggia, la riempiranno di parcheggi, chiuderanno la gente in ufficio come fossimo a Milano... chi se frega, intanto la nostra vita sarà stata fantastica”.&lt;br /&gt;Ne avevamo già discusso di questa cosa, del lasciare la famiglia, gli amici, e chissà che cosa. In quel momento non volevo discutere, ma non volevo rinunciare a lottare per migliorare il mio piccolo mondo. Io, è vero, avrei vissuto il mio sogno, ma dopo di me??? Anche Erminia era combattiva, aveva le sue idee forti che condivideva con me, e mi avrebbe capito. Dirigevamo un giornalino, pubblicavamo il nostro dissenso verso una società che aveva barattato la pace in cambio di cianfrusaglie, mi avrebbe capito. Io volevo vivere in una società malata per cercare di guarirla, di farla ragionare, e anche Erminia, mi avrebbe capito. Ma ormai avevamo issato bandiera bianca, ci eravamo arresi e stavamo scappando verso un luogo ancora incontaminato. Un luogo senza affari, finanza, industrie, sfruttamento, giochi di potere e quant'altro. Erminia mi avrebbe capito?&lt;br /&gt;Avrei vissuto il mio sogno, ma i miei figli, e i figli dei miei figli, e ancora altri figli, ma per quanto ancora ci sarebbero state isole deserte, paradisi terrestri, sogni da realizzare. In questa società del Pil dove l'economia deve crescere ad ogni costo, dove la politica vive coi soldi dell'economia, dove la gente comune non ha più tempo e voglia di pensare al futuro (si pensa solo a come distrarsi), io non voglio scappare.&lt;br /&gt;Mancavano 15 minuti all'imbarco, restai zitto fino allo sbarco. Ebbene si, sbarcai, in quelle ore Erminia non perse una sola espressione del mio volto, mi fissava come fossi un paziente con un male incurabile, mi restò vicino perché sapeva quello che stavo pensando. Una volta arrivati, prima di abbracciare Matteo e Sara, mi disse: “per quanto tempo ancora i nostri figli, e i figli dei nostri figli, avranno un'isola per vivere in pace e serenità, per quanto?”. Io non lo sapevo.&lt;br /&gt;La conclusione è che quella fu una vacanza, restai con Erminia pochi giorni, poi ripartii verso l'Italia. Di quei giorni mi resta ora solo una lieve abbronzatura.&lt;br /&gt;Pochi giorni fa Matteo mi ha detto che anche Erminia è tornata in Italia, ma la storia con me è finita. Con Erminia per pochi giorni ho vissuto il mio sogno, ci siamo goduti quei giorni fino all'ultimo secondo. Ora dobbiamo portare il nostro sogno qui da noi, io ci proverò, fino all'ultimo secondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tratto dal racconto “L'uomo sbagliato” di Francesco C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Io che ero abituato a pensare il mondo come una fonte inesauribile di conoscenze ed esperienze, di diversità e promiscuità, mi devo forse ricredere e accettare con rassegnazione l'idea che il mondo non riesce a far coesistere più culture diverse, più campi di interesse diversi. Come se un bambino, un ragazzo, un giovane, nei loro percorsi di studio, nelle scuole e nelle università, si ritrovassero a studiare una sola materia. Ciò andrebbe probabilmente a vantaggio del rendimento scolastico, una sola verifica su un solo argomento o un solo esame da preparare per ogni modulo porterebbero lo studente a concentrare le proprie forze in un solo ambito, lo studio potrebbe diventare meno dispersivo. E ho usato il condizionale. Ma come fa un sistema scolastico, o il sistema globale, a decidere quale sia la disciplina da privilegiare rispetto alla miriade di discipline possibili? Probabilmente è irrilevante la disciplina in quanto tale, l'importante è, e qui mi vengono i brividi al solo pensiero, che si decida una sola disciplina, anche a caso, basta che alla fine ne risulti una sola. Quindi l'incapacità del mondo di capire, accogliere, sopportare una pluralità di sfere, discipline, culture, porta lo stesso mondo in crisi con se stesso, in crisi di identità. A tal punto che l'unica medicina per curare questa crisi d'identità mondiale è ridurre le molteplici identità del mondo ad una sola. Non importa quale sia l'identità scelta, l'importante è sceglierla. Il Pensiero cadrebbe nella banalità, nell'atrofia, il Pensiero muore nella semplificazione. Così, nella semplificazione muore l'uomo, resta lo schiavo.&lt;br /&gt;Qui il percorso di un individuo è esemplificativo, qualcuno di noi si sarà sicuramente posto il problema della propria identità, del proprio percorso di studi, della propria fede, dei propri hobbies, che gli fornisca un certo tipo di mentalità, un certo modo di porsi di fronte a una questione, di risolvere i problemi e così via. In questo senso l'individuo cerca di formarsi col tempo e l'esperienza una base stabile e compatta su cui poggiare le proprie decisioni e il proprio agire. Badate bene che ho parlato di una base, una sola, una identità in cui l'individuo si riconosce, una identità che cambia da individuo a individuo. Così ogni individuo ha una sola identità e il mondo in cui vivono gli individui comprende tante identità quanti sono gli individui. Il mondo comprende le singole identità, ma il mondo non si identifica in tutte le identità, il mondo tende a divenire un contenitore che ha l'identità di un contenitore, ha quindi un'identità che è ancora diversa da tutte le identità che contiene.&lt;br /&gt;Dove sta la semplificazione? Perché tendiamo a semplificare? Ogni paesino, ogni villaggio, ogni individuo ha una sua unica identità, perché qualcuno vuole renderci tutti uguali? Io spesso estremizzo la tutela delle identità locali, individuali, ritengo che la tutela della diversità sia un dovere sacrosanto del singolo individuo. La tutela del singolo e il rispetto degli altri.&lt;br /&gt;La semplificazione di cui parlo è la base essenziale al comunismo. La semplificazione tende a rendere tutto omogeneo, gli individui uguali. Questa omogeneità mi spaventa.&lt;br /&gt;Attenzione poi perché ho accennato al comunismo, ma il paese che si autodefinisce “la più grande democrazia del mondo” si muove in una logica di semplificazione fortissima. Basti pensare alla varietà di correnti politiche, cioè di correnti di pensiero che si fanno carico di rappresentare una parte della nazione, che ci offrono gli US: si tende verso la corrente repubblicana, o verso la corrente democratica. Democratici e repubblicani, due sole correnti, entrambe capitaliste (ci sono altri partiti ma mi soffermo sulle correnti di pensiero principali), nelle ultime elezioni Bush era il signore della guerra mentre Kerry veniva direttamente dal campo di battaglia (chi era il pacifista fra i due?), e potrei dilungarmi nelle analogie tanto per farvi capire quanto la quasi totalità degli americani ormai ragiona con una sola testa comune. Come se il capitalismo a forza di razionalizzare e burocratizzare voglia portarci tutti al comunismo, e saremo comunisti, ma così rincoglioniti da pensare di essere liberi.&lt;br /&gt;Il comunismo per tutta la guerra fredda è sempre apparso in totale antitesi al capitalismo. Ciò che i comuni mortali non sempre vedono è che il comunismo come il capitalismo pretendono di essere ognuno un sistema di principi infallibile per poter governare una qualsiasi società o insieme di persone  qualsiasi. E forse mi sto avvicinando alla ragione per cui le moderne classi dirigenti tendono a semplificare. Se tutti fossimo uguali governare una società di milioni di individui sarebbe uguale a schiavizzare un solo individuo. Non pensiamo neppure che non esistano soluzioni al di fuori di capitalismo e comunismo (perché ormai ci hanno già rinchiuso in questa dicotomia), soprattutto il capitalismo offre sfumature particolarissime, non tutte tendono a rincoglionire la gente, su questo mi soffermerò più avanti, per ora sono categorico: non tendiamo a semplificare.&lt;br /&gt;(tratto da "Là dove c'era l'erba" di Francesco C.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Sfera è un termine che ormai uso abitualmente per cui spiego cosa intendo con “sfera” prima di proseguire. Per me sfera è un insieme di oggetti e concetti essenzialmente collegati, fra cui ci sono regole condivise, consuetudini e similitudini. Un campo dove si coltiva un solo cereale, un lago dove nuota un solo tipo di pesci, un recinto dove stanno solo delle pecore e così via. In realtà le diverse sfere che riempiono di significati il mondo spesso si scontrano, non solo confinano ma pure si intersecano. Così risulta difficile immaginare un lago popolato da sole alghe intersecarsi con un campo di mais, ci sarebbe una parte di mais che finirebbe sott'acqua, oppure alghe che spuntano dalle pannocchie e se poi aggiungiamo anche le pecore vi lascio immaginare. Le sfere a cui mi riferisco concretamente sono la sfera religiosa, la sfera educativa, la sfera sportiva, la sfera politica, la sfera economica, e via dicendo ce ne sono molte altre. Sono dunque ambiti in cui si sviluppa l'individuo, in cui vige una certa prassi, in cui si crede in certi obiettivi comuni a tutta la sfera. Infine esiste la sfera che raggruppa tutte le altre: la sfera globale, quella che da vita a individui capaci di sopravvivere in più sfere specifiche, quella in cui nascono, si sviluppano e muoiono tutte le altre sfere. E muoiono. Ma compito della sfera globale è garantire sempre la pluralità di sfere al suo interno, quindi per una sfera che muore ve ne è una che nasce e così via. Se la sfera globale non fosse più in grado di garantire al suo interno la pluralità di sfere specifiche allora la stessa sfera globale scomparirebbe, a quel momento cosa accadrà? E quali sintomi può manifestare una sfera globale malata? Si può guarire o è una malattia mortale?&lt;br /&gt;Si può supporre che, se ogni sfera nasce, cresce e muore, senza essere rimpiazzata da nuove sfere, si va inesorabilmente verso un esaurimento di sfere, col risultato vuoto. In questo caso gli individui, dalla nascita, non riceverebbero stimoli ad agire, lo stesso significato di agire, credere in qualcosa, piangere e ridere, sarebbe insignificante, quindi inesistente, e forse perderebbe senso anche fare figli, e la specie si esaurirebbe così come le sfere in cui navighiamo.&lt;br /&gt;Può anche succedere che non si giunga ad un esaurimento quanto piuttosto ad un assorbimento, ovvero si può supporre che fra le tante sfere ve ne sia una capace di assorbire le altre, di includerle, di esaurirle senza mai esaurirsi. Resterebbe una sola sfera. Si pone a questo punto la coincidenza fra l'unica sfera rimasta e la sfera globale, tutto ciò che appartiene alla sfera globale appartiene anche alla sfera rimasta unica. Resterebbe solo la sfera unica. In questa condizione è da verificare se la sfera rimasta sia immortale oppure sia soggetta nel tempo a trasformazioni, e poi alla morte.&lt;br /&gt;Riprendendo lo spunto iniziale, se mi fosse imposto di semplificare il mondo, di trovare un sistema migliore di convivenza fra popoli diversi, ecco, probabilmente comprenderei che la scelta migliore è optare per l'unificazione di tutte le sfere, ecco, probabilmente se dovessi agire così riuscirei nel compito impostomi, ma fallirei come essere vivente. Non si creerebbe un sistema di convivenza, ma piuttosto un sistema di sopravvivenza piatta, monocolore, deficiente. Non sarebbe convivenza, sarebbe schiavizzare gli esseri viventi fino ad annientare le loro essenziali diversità.&lt;br /&gt;Riprendendo ancora l'esempio ridicolo di cui sopra, potrebbe accadere che il laghetto di alghe invada il campo di mais e il recinto con le pecore, così avremmo mais che sa di alga e pecore che per sopravvivere sviluppano branchie e nuotano. Vi sono così sfere che tendono a mantenere tracce delle sfere che hanno assorbito, ma il tutto deve sottostare alle regole della sfera dominante. Le pecore non mutano improvvisamente, sarà un processo lungo e graduale, per cui col tempo le pecore che nasceranno nel laghetto penseranno di avere sempre avuto le branchie, ignorando quello che in origine era una pecora. Personalmente sono particolarmente affezionato alle origini e non vorrei mai scordare il passato da cui derivo, ma questa è un'altra storia.&lt;br /&gt;Nel concreto, e spero lo si capisca meglio nel corso del libro, sto cercando di analizzare e di intuire i movimenti e le strategie della sfera economica che molto più di altre sfere sta oggi invadendo e assorbendo tutto ciò che trova. Resterà solo la sfera economica? Questo mi chiedo, questo temo e questo cerco di impedire. In quanto a ognuno di noi, vi ricordo che prima non avevamo le branchie.&lt;br /&gt;(tratto da "Là dove c'era l'erba" di Francesco C.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Non so ancora dove andrò di preciso, ma l'importante, come dico sempre, è andare, da qualche parte. E quando dico andare dico anche che non bisogna preoccuparsi di tornare, nei miei viaggi non c'è mai andata e ritorno, solo ci sono dei punti dove mi giro e riparto. Non è che ritorno, vado, parto sempre, il mio è un andare costante e anche se può sembrare che rifaccio lo stesso percorso, a volte, in senso contrario, lo faccio con uno spirito più maturo, più semplice, non ritorno mai perché quando arrivo nel punto da cui ero partito, non sono lo stesso io che era partito da lì qualche tempo prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 Luglio 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso dire che ho compiuto l'impresa più faticosa e più impegnativa, sicuramente la più rischiosa, da quando il mio cuore batte per la montagna. Il “passo del Tonale – bivacco Ortles” è un'impresa anche per come è stata preparata.&lt;br /&gt;Lunedì sera, e solo allora, mentre ero in procinto di partire per Trento con una scarna valigia. A pochi minuti dall'uscita da casa mi ha preso come ansia la tristezza di una bestia rinchiusa in gabbia:  quel bagaglio mi sarebbe bastato giusto per poche ore, tempo di dare un esame e ritornare a Mantova... e così doveva essere in programma.&lt;br /&gt;Ma il programma mi soffocava. In quell'istante io avevo già deciso ciò che avrei fatto nelle prossime 20 ore. Questa idea mi faceva rabbrividire, era terribile. Decisi al'istante di riempire lo zaino da montagna, con anche i libri per ripassare per l'esame, quella infatti era la priorità... io stavo partendo per andare a fare un esame eppure anche il detective più intuitivo e astuto e acuto avrebbe detto che io stavo partendo per la montagna. E i servizi segreti della mia mente stavano già spianandomi il destino. E io ignaro di ciò che stavano preparando “loro” per me, ripassavo libri e appunti con la tipica tensione preesame. Sapevo che all'indomani pomeriggio, fuori dall'aula, mi sarei dato da fare per organizzare qualcosa. Sapevo che in quell'istante dovevo studiare e che intanto avrei rimandato al domani qualcosa, ma cosa stessi rimandando, cosa l'avrei scoperto solo in questo istante, 3 giorni dopo, mentre realizzo tutto ciò che ho fatto, ripenso ai piccoli dettagli, agli incontri, a ogni sasso e goccia, e mi dico che non è un sogno,oppure sto ancora sognando.&lt;br /&gt;Ovviamente solo, solo perché non sapevo dove andare, solo perché probabilmente non dovevo andare da nessuna parte. Solo anche perché, forse, stavo tradendo il mondo, il mondo che mi circonda, il mondo umano, occidentale, il mondo delle regole, delle abitudini, ma uno si abitua quando ci sono troppe regole, e quando le regole sono troppe si svalutano, perdono di signficato perché non si sa più da cosa derivano, si perde il principio.&lt;br /&gt;Io vivo di regole, pochisime, che non tradisco quasi mai perché per me hanno un valore inestimabile. Ma intanto volto le spalle alla maggioranza, che più che maggioranza sembra un quadro di “natura morta”. E così voglio rispettare le mie regole e tradire quelle degli altri (e non tradire gli altri ma solo presentarmi a loro per quello che sono e non per una brutta copia della società che mi circonda).&lt;br /&gt;Così ero libero, per quel giorno e mezzo che mi ero concesso, ricevevo un buon 30 all'esame, con quella facilità irresponsabile che già firmando il voto firmava in realtà una libertà condizionata. Il 30  quasi svaniva dietro le nuvole e ricompariva vetta innevata.&lt;br /&gt;Il percorso che ho fatto in seguito (p.so del Tonale – biv. Ortles) era però stato premeditato qualche ora prima di partire: solita piantina fatta a mano con qualche riferimento interessantemi e qualche orario abbozzato qua e là. Quindi non andavo del tutto a caso. Ma la vita non la conosci in partenza, sai che sei nato, sai che vi sono già importanti traguardi artificiali lungo gli anni, ma non sai mai quanto durerà, se e dove ti fermerai e perché. Così quel sentiero non lo conoscevo. Sapevo che c'era, non l'avevo mai fatto, non sapevo neanche se l'avrei fatto, sapevo solo che volevo iniziare da lì e, camminando e faticando, seguire un certo percorso. Sapevo che mi sarei potuto fermare in qualsiasi momento, sapevo che, per questioni di tempo e un'ipotetica stanchezza, non mi sarei avventurato più in là del biv. Ortles qualora vi fossi arrivato. E la tentazione di fermarsi, o di deviare verso Pejo e tornare in giornata a Trento, mi ha trafitto parecchie volte, ma la voglia di vivere, di scoprire nuovi prati, laghi, cascate, scoprire ciò che non conosco (importante), scoprire per continuare a scoprire, questa voglia scansava quesiti vacui. Non avevo tempo per perdermi in chiacchiere sul mio destino, dovevo salire per andare in contro al destino. Così la vita, spolverata da tutto il superfluo, resta priva di dubbi, resta con un'unica certezza, che è da vivere. So che in questa vita ho alcune regole da seguire, so che preferisco un percorso e non gli altri, so che voglio arrivare su una vetta e che in questa vita prima o poi dovrò fermarmi, so dove mi piacerebbe sostare ma so anche che devo essere pronto a sostare ovunque. Ma se il sole è alto nel cielo, se ogni tanto l'ombra di una nuvola solitaria mi rinfranca dal caldo, se l'aria rarefatta e poi gelida è come carburante per il mio corpo, se la violenza del temporale può dare vita al torrente in cui domani mi laverò e berrò, se tutto ciò che mi circonda non mi ostacola (e solo la parte di me più umana e artificiosa mi è da ostacolo) allora io non ho diritto di fermarmi. La montagna non ostacola me e io non devo ostacolare la montagna. Forse la mia impresa (che per me è tale, non per altri) resterà impressa nel vento, non lascierà il segno ad altri uomini che verranno, ma quel che è fatto può lasciare il segno. Avrà forse un posto speciale nel mio cuore, e sasso dopo sasso lascierà una roccia, una montagna intera nella mia anima che ancora è nel caos primordiale. Risolto il caos troverò forse in me quel poco di pace che tutti cercano e che solo pochi trovano. Potrò trasmettere questa pace? No, ma posso dire ad altri come io l'ho raggiunta, sperando di essere d'aiuto a qualcuno. Continuerò a vivere nel distacco, spero di provare nuovi sentieri, sarò distaccato perché sarò solo, non per questo mi stancherò, e se ciò che sarò e farò non sarà compatibile col mondo che mi circonda allora mi allontanerò dal mondo, gli altri si scorderanno di me, sarò morto per gli altri ma sarò vivo per me. Se invece appassionerò qualcuno, e avrò un buon seguito, un seguito sincero, allora, ognuno col proprio passo, raggiungeremo la vetta e là, insieme, faremo tesoro dell'esperienza vissuta, pronti e più forti per affrontare altri passi ed altre vette.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19 Luglio 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiuso in un sacco a pelo, così sono stato in quei momenti, così ora me ne sto sdraiato al sole nel giardino di casa e ancora non riesco a scordare il minimo particolare di quei due giorni in montagna.&lt;br /&gt;Chiuso in un sacco a pelo che rappresenta tutto il mio piccolo mondo, un sacco a pelo che è come la conchiglia per un mollusco, così mi sentivo inerme e mi arrendevo allo splendore di quella Natura, e non volevo ritornare nel mondo mio predatore, che ha fame di me e mi attende in ogni istante fra strade, palazzi, fabbriche, lì non volevo tornare e perciò mi stringevo e mi rannicchiavo nel sacco a pelo, sperando che il mondo umano non mi avrebbe scoperto mai e mi avrebbe lasciato vivere in pace. Così era in quel momento il mio distacco dal mondo umano: era una sensazione che rispecchiava un istinto di sopravvivenza, il mondo umano mi avrebbe inghiottito senza riguardo, senza ritegno, così come inghiottisce milioni di vite ogni giorno. E io avevo bisogno di un riparo sicuro, o almeno di sentirmi al riparo.&lt;br /&gt;Quel sacco a pelo segnava il confine di me, non solo anima e corpo, ma anche quel pezzettino di aria piena di pensieri, pensieri che stanno ai margini del sacco a pelo, che sono i primi a sfidare le barbarie al di là di quello incerto, morbido e caldo confine.&lt;br /&gt;(tratto da "Chiuso in un sacco a pelo" di Francesco C.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Scusate il ritardo perché oggi voglio riflettere sul 25 Aprile appena trascorso, e oggi è già il 9 Maggio. Sono in ritardo perché voglio riflettere sulle manifestazioni che ci sono state a Milano soprattutto, e Roma. Quelle manifestazioni dove ho sentito insulti a esponenti politici, slogan antisemiti, inni ai terroristi. Per questo non ho commentato a caldo gli episodi incresciosi, ho voluto prima interrogarmi sulle possibili ragioni di tanta violenza e interrogare altre persone, che a Milano erano presenti, per capire meglio il sapore e il colore di quella manifestazione. Ho trovato, aimè, soltanto odio.&lt;br /&gt;Questi alcuni fra gli slogan:&lt;br /&gt;“Fascista!”(Urlato con il pugno chiuso)&lt;br /&gt;“Moratti sei la rovina dell'Italia”&lt;br /&gt;“Hai rovinato la scuola, non ti lasceremo rovinare Milano”&lt;br /&gt;“Palestina libera, Palestina rossa”&lt;br /&gt;“Stato d'Israele, stato terrorista”&lt;br /&gt;“Un sasso qua, un sasso là, l'Intifada vincerà”&lt;br /&gt;“10, 100, 1000 Nassiriya”&lt;br /&gt;“Se vedi un punto nero, spara a vista, o è un carabiniere o è un fascista”&lt;br /&gt;“Fuori i compagni dalla galera”(in riferimento a chi l'11 Marzo mise a ferro e fuoco corso Buenos Aires a Milano).&lt;br /&gt;Questi signori sono il braccio e la mente del neo nato governo Prodi. Cominciamo bene. Un leader carismatico avrebbe preso per mano la siùra Moratti e l'avrebbe accompagnata sul palco, in compagnia dell'altro candidato alla poltrona di sindaco di Milano (sior Bruno Ferrante), e avrebbe cercato di insegnare alla folla imbestialita un po' di pacifica convivenza e di rispetto per la bandiera altrui. Ma non c'era bandiera altrui, c'erano solo bandiere rosse. Chissà se quei deficienti sanno che il 25 Aprile è una festa nazionale... o forse credono che la bandiera italiana sia rossa con falce e martello??? (perplesso).&lt;br /&gt;Un leader vero non condanna solo a parole certi fatti, perché le parole, soprattutto quelle di certi politici, valgono proprio poco. Un vero leader deve sapere che per il bene del proprio paese è meglio scendere in campo coi fatti, per spiegare ai suoi sostenitori che è meglio darsi una regolata, che bisogna prendere le distanze, non solo a parole, da atteggiamenti violenti e antisemiti. Ma evidentemente il Romano nazionale è ostaggio di quella cultura dell'odio che ha sfilato a Milano in un corteo di fascisti rossi. Ho detto faascisti??? Ho detto rossi??? Santo cielo mi sarò mica confuso??? No, non mi sono confuso. I fascisti che ho conosciuto, i violenti, i terroristi, gli antisemiti e gli anticarabinieri oggi stanno a sinistra (oggi, e non da oggi).&lt;br /&gt;Quand'ero in quinta superiore un mio compagno chiese al professore: - scusi, ma il fascismo è di destra o di sinistra???-. E il povero professore un po' scosso per la domanda impegnativa rispose: - Ravenotti, faccio finta di non aver sentito...-. E il mio compagno di classe non ebbe una risposta dalla persona che in classe era ritenuta la più autorevole, mentre salì una vocina dalla seconda fila:- ma dai, Rave, che domande, sono di destra i fascisti!!!-. Quella ingenua della seconda fila uscì poi con 100 alla maturità. E chi crede che i fascisti siano di destra è premiato, ed è premiato perché la nostra cultura si fonda sul “per sentito dire”. Invece dovremmo cercare tutti di capire che “mi hanno sempre detto che, ma io ho verificato che”. Dov'è il buonismo della sinistra? Cade sotto gli occhi della storia.&lt;br /&gt;Con questo non dico che i fascisti oggi siano solo rossi, ma è certo che lì ci sono. Eppure c'è un sistema che fa finta di non vedere, un sistema che copre questi fascisti rossi.&lt;br /&gt;Intanto il neo premier fa l'indifferente. E l'indifferenza è tra le peggiori malattie della antimente umana.&lt;br /&gt;Così la siùra Moratti viene bandita da un corteo perché “estranea ai valori del 25 Aprile”. Perché i valori del 25 Aprile sono i valori della Resistenza, e la siùra Moratti non è dalla parte di coloro che hanno fatto la resistenza.&lt;br /&gt;Cosa!!! Cosa!!! I valori del 25 Aprile sono i valori della Resistenza??? E così oggi quella gente là festeggia la liberazione dal nazifascismo e nello stesso tempo umilia gli eredi dell'Olocausto, gli ebrei. Bene, la coerenza e l'intelligenza “tornano fra 5 minuti” spero. Come si fa a festeggiare l'antinazismo e contemporaneamente bruciare la bandiera di Israele. Chi sono i fascisti oggi? Uscite allo scoperto! Ma io non so se Romano in dialetto bolognese si legge Hamas... può essere, non parlo bene il bolognese.&lt;br /&gt;Io non so più cosa dire, forse sto impazzendo, più probabilmente sto solo pensando con la mia testa. Son in ritardo, è vero, per parlare del 25 Aprile, ma avrete capito che il mio discorso non vale solo per un giorno all'anno. Vedo gente che sui temi come la Tav, o il G8, vuole risolvere tutto con la violenza. Vedo un corteo che si definisce pacifista dove la gente va in giro col passamontagna, la falce e il martello. Dov'è la Pace, dov'è l'Amore, dov'è l'Uomo?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/26951839-114684444728929749?l=ilgiornal8.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/feeds/114684444728929749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=26951839&amp;postID=114684444728929749' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114684444728929749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114684444728929749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/2006/05/natura.html' title='A Natura'/><author><name>Marmottino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03594751017479554174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-26951839.post-114684413578141191</id><published>2006-05-05T17:47:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T20:35:18.430+02:00</updated><title type='text'>alla Montagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/1600/scan0025.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/320/scan0025.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché cerco la montagna?&lt;br /&gt;Le mie motivazioni variano,&lt;br /&gt;ma ormai da tempo giace,&lt;br /&gt;in me lo sguardo e la luce,&lt;br /&gt;di lei che in me è Amore,&lt;br /&gt;mentre ogni altro fiore tace.&lt;br /&gt;Un solo cuore&lt;br /&gt;un solo Pensiero&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre io cerco di capire&lt;br /&gt;se lei è veramente Amore,&lt;br /&gt;impervio è il sentiero.&lt;br /&gt;Ti vorrei qui,&lt;br /&gt;e il vento sfiora la tua pelle&lt;br /&gt;ciò che ora provo&lt;br /&gt;tu mai saprai,&lt;br /&gt;fra fiori e stelle&lt;br /&gt;tu sola stai.&lt;br /&gt;Mentre ogni fiore e stella tace,&lt;br /&gt;io solo qui, e la tua voce&lt;br /&gt;mentre Pensiero al tuo sorriso è pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/26951839-114684378364625795?l=ilgiornal8.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/feeds/114684378364625795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=26951839&amp;postID=114684378364625795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114684378364625795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114684378364625795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/2006/05/alla-vita.html' title='alla Vita'/><author><name>Marmottino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03594751017479554174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-26951839.post-114684350233610620</id><published>2006-05-05T17:33:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T19:23:41.100+02:00</updated><title type='text'>Qui combattono scrittori</title><content type='html'>L’armatura Pensiero,&lt;br /&gt;dammi un cavallo e un bravo scudiero.&lt;br /&gt;Questo mi basta, ora sono pronto,&lt;br /&gt;pronto a partire&lt;br /&gt;per un’altra battaglia,&lt;br /&gt;e questa volta sarà più difficile&lt;br /&gt;il mio nemico mi conosce, mi vuole morto&lt;br /&gt;e sulla mia testa&lt;br /&gt;una taglia,&lt;br /&gt;e non posso più&lt;br /&gt;fidarmi di nessuno,&lt;br /&gt;troppi si fingerebbero miei amici&lt;br /&gt;per poi tradirmi&lt;br /&gt;per qualche soldo,&lt;br /&gt;ora è meglio che vada.&lt;br /&gt;Fuori l’aria è densa,&lt;br /&gt;così densa che brucia&lt;br /&gt;e bruciano così le cose,&lt;br /&gt;le lingue di fuoco divorano le case.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/1600/scan0024.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/320/scan0024.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma c’è qualcuno qui vicino&lt;br /&gt;qualcuno che bussa&lt;br /&gt;bussa alla porta del mio castello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma non capisco&lt;br /&gt;vedo un cuore disperato, forse&lt;br /&gt;in cerca di aiuto, di riparo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma cosa ci fa proprio qui proprio adesso,&lt;br /&gt;quante domande,&lt;br /&gt;e se invece non fosse un cuore, forse no,&lt;br /&gt;forse è il nemico travestito&lt;br /&gt;da mendicante,&lt;br /&gt;allora il nemico è già qui&lt;br /&gt;vicino, minaccioso,&lt;br /&gt;dove sono i servitori del castello&lt;br /&gt;li chiamo e raccomando loro di non aprire&lt;br /&gt;né ora né mai, a nessuno.&lt;br /&gt;Non fidatevi di questi falsi cuori&lt;br /&gt;così tanti, così insistenti&lt;br /&gt;non lasciatevi ingannare dai falsi amori&lt;br /&gt;sempre pronti a colpire.&lt;br /&gt;Ecco! Sentite! E’ questo il vero amore, sentite&lt;br /&gt;questo canto che viene da lontano,&lt;br /&gt;è questo il vero amore&lt;br /&gt;che ride&lt;br /&gt;e ride perché il suo pensiero&lt;br /&gt;è al di là della battaglia&lt;br /&gt;e non ha bisogno di lottare&lt;br /&gt;per vincere il mio cuore.&lt;br /&gt;Amore ingenuo che di te&lt;br /&gt;sai solo l’amore che puoi dare&lt;br /&gt;e non sai nulla di me&lt;br /&gt;ma il tuo canto raggiunge solo&lt;br /&gt;chi lo sa ascoltare.&lt;br /&gt;Oh guerra crudele perché ci sei&lt;br /&gt;anche te ora&lt;br /&gt;perché non lasci in pace&lt;br /&gt;questo mio cuore&lt;br /&gt;mi chiedo,&lt;br /&gt;può esserci guerra per amore,&lt;br /&gt;forse no,&lt;br /&gt;ma se sì&lt;br /&gt;non vuole cavalieri&lt;br /&gt;fate guerra per amore,&lt;br /&gt;io già sto combattendo,&lt;br /&gt;ma il ferro non vi salverà&lt;br /&gt;e non vincerete con la spada&lt;br /&gt;qui combattono scrittori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco C.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
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Intanto ci piacerebbe condividere con voi qualche opinione riguardante questo attualissimo argomento. Di tanto in tanto pubblicheremo i risultati della ricerca e gli eventuali dati che voi ci invierete specificando, però, la fonte delle informazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Stava lì, distesa e pura sul piano color ebano della scrivania del mio ufficio. Era invitante, accattivante, nel suo solito completino a strisce. Ero lì, che già arrotolavo una banconota arancione da 50 euro, quando una vocina sussurrò qualcosa alla mia testolina: no, oggi no. Ma cosa vuol dire no, e perché proprio quel giorno no. Perché no il giorno seguente, o il weekend a seguire? Ormai eravamo già lì ed eravamo soli, io e lei. Lei già pronta da gustare, io già coi 50 euro in mano, arrotolati. No, oggi no.&lt;br /&gt;Era una voce che stava convincendomi, ma non mi offriva alternative, era un no e basta. Minchia, non sarebbe mica toccato a me cercarmi un'alternativa. Cosa avrei fatto, pioveva, era proprio un sabato di merda. Almeno con lei avrei movimentato il weekend, avrei respirato un po' di energia, mi avrebbe dato la carica.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/1600/scan0016.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/320/scan0016.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Accedo a internet per cercare una soluzione, un'alternativa la più immediata possibile. Lei stava sempre lì. Lei non cercava alternative, stava lì, era venuta lì ad un solo scopo, aspettava me, era lì per me, non aveva alternative, lei. Ma io si, cazzo, avrei trovato qualcosa, dovevo trovare qualcosa.&lt;br /&gt;Pensavo ai tempi in cui non avevo una scrivania tutta mia, né un ufficio, né tanto meno lei e i 50 euro in mano. A dirla tutta pensavo ai tempi in cui non avevo neanche un lustro di vita. Insomma mi venne in mente, lì nella fretta, un posto in montagna, nell'Alto Adige, dove a tre anni ero andato in vacanza coi miei genitori. Era deciso, sarei andato lì. Riempita una sacca con pochi vestiti e qualcosa da bere e mangiare, chiusi l'ufficio e chiave e mi diressi alla stazione dei treni. Lei non vi dico che fine ha fatto, non ne sono sicuro. Comunque mi sentivo caricatissimo.&lt;br /&gt;Alla biglietteria della stazione nominai il posto dove volevo andare e mi fecero una faccia stranita. Capii che non c'erano treni che arrivavano in quello sperduto paesino. Avrei potuto cercare in internet anche come arrivarci, ma dovevo scappare il prima possibile dal mio ufficio. Dovevo allontanarmi da quella tentazione, che era una tentazione e non una normale abitudine come mi ero convinto che fosse.&lt;br /&gt;Non era importante, spiegai al bigliettaio la strada per arrivare in quel posto e lui mi trovò la stazione più vicina: presi il biglietto e corsi al binario dove a secondi il treno sarebbe partito.&lt;br /&gt;Mentre riprendevo fiato e il treno prendeva velocità mi resi conto che il viaggio sarebbe stato lunghetto: scambio a Verona, scambio a Bolzano, arrivo a Merano. E poi? Oltre a essere un viaggio lungo era anche un viaggio incerto nelle sue possibili conclusioni. La stazione più vicina era piuttosto la meno lontana. Ma sinceramente, chi se ne frega. Ero lì con un obbiettivo preciso che era precisamente staccare la spina da una sopravvivenza abitudinaria. Guardare per pochi giorni il mondo standone fuori, scendere dalla ruota delle abitudini, dei vizi, dei soldi, del lavorare tanto per lavorare, del non pensare.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/1600/scan0019.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/blogger/5727/2859/320/scan0019.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Tornai all'ufficio il lunedì mattina prima dell'alba. Approfittai dell'assenza dei colleghi per farmi una doccia nel bagno in fondo al corridoio. Dopo i tre treni avevo preso due autobus, avevo dormito in un alberghetto stra economico, avevo fatto escursione fino in vetta al ghiacciaio, e poi di nuovo i due autobus, i tre treni ed eccomi lì nel bagno dell'ufficio.&lt;br /&gt;Andai a rivestirmi nell'ufficio, girai con cautela la chiave, non volevo sfasciare quel silenzio quasi sacro. Stava lì, sul piano color ebano della scrivania del mio ufficio. Non si era proprio mossa ma soprattutto non ne avevo fatto uso in alcun modo. A fianco della striscetta di cocaina stavano ancora i 50 euro, male arrotolati li srotolai del tutto e li rimisi nel portafogli. Aprii la finestra dell'ufficio per dare aria, anche se non mi aspettavo di trovare l'aria delle montagne. Un soffio di vento, lieve, passò le sue ali sulla scrivania. La striscetta volò via in un soffio. Granelli invisibili, impercettibili, dovevano essere finiti sul pavimento, altri sul divano. Quando avrei passato l'aspirapolvere non sarebbe rimasta alcuna traccia di quella mia amica dei 50 euro. Così insignificante che basta un soffio a spazzarla via. La mia vita era appesa a quel soffio. Sarei stato spazzato via da un colpo di vento, col passare degli anni mi sarei indebolito e qualcuno avrebbe aperto la finestra del mio piccolo mondo.&lt;br /&gt;Mi piaceva fare tutti quei viaggi che parevano sogni, vedere la realtà instabile delle cose, tutto standomene seduto comodamente sul divano del mio ufficio. Passare dal funghettino alla cocaina solo per poter giocare una partitella di calcietto. La realtà delle cose è davvero instabile. Ma non voglio farmi cullare da un mondo instabile che sta perdendo le proprie radici. Voglio vivere per consegnare ai miei figli e ai figli dei miei figli un mondo che li accolga in pace e in libertà, non un mondo schiavo delle droghe dove la gente si fa comandare dal primo dittatore che passa. Un mondo che abbia rispetto per il prossimo, per i valori della tradizione e per la libertà, non un mondo dove chi non è d'accordo si fa spazzare via da un soffio di vento. Un mondo dove ogni uomo ragiona con la propria testa, non un mondo dove un branco di rincoglioniti trovano la sostanza per renderci tutti uguali e poterci meglio comandare. Non siamo nati per sopravvivere, siamo nati per vivere."&lt;br /&gt;(Marmottino, aprile 2006)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
...cerchiamo di coltivare la nostra libertà in modo attivo! ...noi non vogliamo restare a guardare!
&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/26951839-114640576889222011?l=ilgiornal8.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/feeds/114640576889222011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=26951839&amp;postID=114640576889222011' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114640576889222011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114640576889222011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/2006/04/stupefacente.html' title='Stupefacente..'/><author><name>Fa85bio</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-26951839.post-114631656417143334</id><published>2006-04-29T15:14:00.000+02:00</published><updated>2006-04-29T15:16:04.183+02:00</updated><title type='text'>Benvenuti ne "il Giornal8"</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:130%;"&gt;Benvenuti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero vi stiate chiedendo cos'è sta cosa. In breve è un punto di ritrovo di idee. Nasce con la voglia di far sentire le voci dei giovani in merito a molti argomenti che caratterizzano la società in cui bene o male viviamo. Si chiama "il Giornal8" innanzitutto perchè non è un vero e proprio giornale, non trattiamo fatti di cronaca in senso stretto, trattiamo problemi, idee, fenomeni, cose in cui vale la pena pensare. Spesso capiterà che ci appoggeremo a fatti di cronaca per prendere spunto per le nostre discussioni, partiremo dalla realtà così come la vedimo (ognuno a modo suo) e ci faremo domande e ci daremo risposte. Ogni pensiero qui è il ben venuto, ogni pensiero troverà critiche e appoggi, troverà stimoli per continuare a produrre idee. "il Giornal8" anche perchè composto da "G" e "8", due caratteri che ricordano vagamente le riunioni di quei capi di stato che cercano soluzioni ai problemi del pianeta. Molti paesi, quindi, molte idee, molta voglia di salvare questo pianeta che sembra sia da rottamare, ma spesso molta limitatezza nelle risoluzioni che prendono questi capi di stato negli incontri dei G8. Ebbene vorrei salvare lo spirito del G8 e aggiustarne (non guarirli completamente, utopia) alcuni tratti. Intanto qui partecipa chi vuole, ricco o povero, giovane ma anche meno giovane (il pensiero non ha età), genitore o figlio, nero o bianco, insomma qui conta il pensiero, l'importante è avere qualcosa da dire. E poi chi lo sa se nasceranno idee che possano venire utili anche a chi sta nella "stanza dei bottoni".&lt;br /&gt;Benvenuti, quindi, a tutti, spero che ci scriviate in tanti perchè qui abbiamo veramente molto da dire e molta voglia di ascoltare. Sarà uno spazio dove potrete anche sfogarvi, i problemi sociali nascono dai problemi di ognuno di noi, perchè mentre qualcuno gioca nella "stanza dei bottoni" qui fuori noi altri viviamo e pensiamo e amiamo, e facciamo un sacco di cose di cui poi ci pentiamo o andiamo fieri. Vorrei che quando quello che sta nella "stanza dei bottoni" darà uno sguardo fuori dalla finestra veda noi altri che modelliamo la nostra parte di mondo o proteggiamo la nostra parte di mondo, non voglio essere un animale obbediente ai comandi del padrone, non senza riflettere sui comandi che bene o male mi vengono imposti.&lt;br /&gt;ogni cosa si può cambiare e ogni cosa si può salvare, basta volerlo. Bisogna confrontarsi, cercare di capire le ragioni che stanno dietro ai fatti, questo vi invito a fare.&lt;br /&gt;"il Giornal8" è già qualcosa, non su internet, è una rivista che conduco con discreto successo ma con limitato pubblico. Solitamente strutturo la rivista con un argomento principale su cui ruota la discussione. Di tanto in tanto, a discrezione mia, su proposta di qualcuno di voi o in base a cosa ci offre la cronaca dall'Italia e dal mondo, il tema principale cambia. Ma poi vedrete meglio come funziona giocandoci dentro.&lt;br /&gt;Detto questo vi saluti, a presto! &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;"Il contadino che coltiva il proprio grano standosene chiuso nella propria dimora è vittima degli eventi naturali e dei disonesti che ruberanno nella sua terra"
...cerchiamo di coltivare la nostra libertà in modo attivo! ...noi non vogliamo restare a guardare!
&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/26951839-114631656417143334?l=ilgiornal8.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/feeds/114631656417143334/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=26951839&amp;postID=114631656417143334' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114631656417143334'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/26951839/posts/default/114631656417143334'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilgiornal8.blogspot.com/2006/04/benvenuti-ne-il-giornal8.html' title='Benvenuti ne &quot;il Giornal8&quot;'/><author><name>Marmottino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03594751017479554174</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
